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Già dicono di Alma

Vedi alla voce Alma. Studio per una voce umana, andato in scena ad IT Festival dal 15 al 17 maggio 2015, è il primo step della prossima produzione Nina's Drag Queens, il primo esperimento di spettacolo solista da parte del gruppo.
A pochi giorni dalla fine del Festival, sono usciti alcuni riscontri positivi della stampa nei confronti del lavoro di (e con) Lorenzo Piccolo.
Ci fa piacere condividerne con voi qualche estratto.
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Rassegna stampa
(…) Lavorando su due personaggi noti: La donna al telefono di “ La voce umana” di Cocteau e Alma Mahler, Lorenzo Piccolo sperimenta una drammaturgia, in chiave moderna, che rimanda a due tipologie femminili, una sottomessa alla persona amata fino a cercare il suicidio, l’altra capace di sottomettere i suoi amanti, tutte persone famose, a cominciare dal marito. (…) Lo spazio rimanda alle storie delle due protagoniste, una drammatica, l’altra frivola, declinate entrambe verso l’assurdo, ovvero verso una comicità di tipo surreale, non per nulla il pubblico ride e si lascia trasportare da una metodologia di lavoro e di interpretazione che è diventato un vero e proprio stile delle Nina’s, fatto di silenzi, - vedi la rituale preparazione della scena iniziale - e di ammiccamenti concepiti come controparti, - vedi i travestimenti - il tutto con perfetta professionalità e con tanta purezza scenica.

Andrea Bisicchia, Lo Spettacoliere, 18 maggio 2015
Autentico sollievo, la performance delle Nina’s Drag Queens con il loro primo studio ispirato a La voce umana e alla biografia di Alma Mahler, dove non mancano bravura interpretativa, adattamento drammaturgico, felici tradimenti del testo, indovinate scorribande poetiche intorno all’opera con playback esilaranti e tecnicamente perfetti. (…) Vien voglia di vedere almeno un’altra ora e mezzo di spettacolo.
Martina Parenti, Lo Sguardo di Arlecchino, 21 maggio 2015
(…) Le Nina’s Drag Queens mettono in scena un personaggio che incarna la quintessenza della solitudine femminile. Concentrandosi intorno alla figura della musa, intesa come creatura incantevole capace di suscitare l’ispirazione artistica in chi la frequenti, si passano in rassegna alcune muse celebri, mettendone in evidenza i motivi di fascino e la costitutiva fragilità: proprio quella tendenza alla solitudine, quella mancanza di affermazione se non in relazione all’altro da sé, se non supportate da una funzione vicaria, che si manifesta nella più commovente delle manifestazioni, la telefonata all’uomo che se n’è andato e che viene ancora disperatamente aspettato. Lo studio mescola sapientemente riferimenti testuali alti e numeri da avanspettacolo, com’è nella tradizione drag: ne risulta un’operazione colta e convincente che non disdegna l’uscita smaccatamente comica e che riesce a far ridere e intenerire nello stesso tempo.
Arianna Bianchi, Blog IT, 23 maggio 2015
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