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Quest’anno la marcia di Milano TRANS* LIVES MATTER sarà domenica 23 novembre. Ritrovo alle ore 16 in Piazza Oberdan (MM Porta Venezia). Combattiamo l'indifferenza, che nutre l’odio. Occupiamoci delle persone, della relazione, rimaniamo in ascolto della realtà. Teniamo alte le nostre fiammelle, in questo momento così buio. Rimettiamo in piazza i corpi – tutti i corpi, di tutte le nature e le meravigliose variabili umane e espressioni che ci sono date, e che sentiamo, e che scegliamo di essere.

TRANS* LIVES MATTER sarà domenica 23 novembre a Milano.
Noi ci saremo.

Viviamo in un clima d’odio.

E l’odio ha tante forme, che arrivano fino alla violenza fisica ma cominciano dai piccoli
atteggiamenti di chiusura, dall’indifferenza, dal fastidio che possiamo provare di fronte a
espressioni della persona che non comprendiamo.

La parola “normale” ha dei bordi affilati, che tagliano fuori tutto ciò che è escluso dalla
fantomatica “norma”, e lo rendono automaticamente “non giusto” – in termini ad esempio
di orientamento sessuale o identità di genere.

Dovremmo usare altre parole, come propone qualcuno, per indicare ciò che non è affatto
anormale, semplicemente meno comune. Ecco, ad esempio potremmo dire “meno
comune
”, invece che “non normale”. Non suona meglio?

L’insieme delle persone transgender è piccolo, è una minoranza, anche all’interno della
comunità LGBTQIA+.

Proprio per questo motivo, è una comunità costantemente sotto attacco da parte della politica e delle istituzioni che mirano a ridurre la libertà personale su corpi ritenuti non conformi.

Proprio per questo motivo, è sempre il momento per schierarsi a difesa delle persone trans.

Il TdoR – Trans Day of Remembrance – ricorda le persone che in Italia e nel mondo la transfobia ha ucciso, direttamente con un omicidio, o indirettamente, portandole al suicidio.

Quest’anno la marcia di Milano TRANS* LIVES MATTER sarà domenica 23 novembre.
Ritrovo alle ore 16 in Piazza Oberdan (MM Porta Venezia).

Combattiamo l’indifferenza, che nutre l’odio.
Occupiamoci delle persone, della relazione, rimaniamo in ascolto della realtà.
Teniamo alte le nostre fiammelle, in questo momento così buio.

Rimettiamo in piazza i corpi – tutti i corpi, di tutte le nature e le meravigliose variabili
umane e espressioni che ci sono date, e che sentiamo, e che scegliamo di essere.

E marciamo insieme.